MOCA sanzioni

MATERIALI ED OGGETTI A CONTATTO CON ALIMENTI: NUOVO REGIME SANZIONATORIO

I materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA) sono al centro di una novità legislativa, la quale ha introdotto specifiche sanzioni per i diversi casi di violazione delle rispettive normative europee dedicate a tale argomento.

Le nuove disposizioni sono contenute all’interno del Decreto Legislativo n°29 del 10.02.2017, in vigore dal 2 Aprile 2017. Ma, prima di entrare nel dettaglio della disciplina sanzionatoria introdotta dal suddetto Decreto, è opportuno richiamare l’attenzione su alcuni punti e definizioni cardine del discorso.

Parlare di materiali a contatto con gli alimenti significa parlare di quei materiali ed oggetti che, nelle diverse fasi di produzione, stoccaggio, imballaggio, distribuzione e vendita degli alimenti, vengono a contatto con questi, anche molto prima del loro consumo. Il principale problema è da individuare nel possibile passaggio (migrazione) delle sostanze chimiche dal materiale all’alimento, con il rischio della modifica della composizione, dell’alterazione delle proprietà del prodotto e della conseguente salute umana. Garantire un elevato livello di salvaguardia della salute umana e della tutela del consumatore è divenuta, dunque, una necessità. Questa esigenza, nel corso degli anni, si è tradotta nell’emanazione di alcuni importanti Regolamenti (Reg. CE n.1935/2004, Reg. CE n.1895/2005, Reg. CE n.2023/2006, Reg. CE n.282/2008, Reg. CE n.450/2009, Reg. UE n.10/2011). Ciò che mancava era un sistema sanzionatorio specifico per i diversi casi di violazione delle rispettive normative.

A tal proposito, il recente Decreto Legislativo n.29 del 10.02.2017 sana la lacuna nel nostro ordinamento: detta, infatti, la disciplina sanzionatoria applicabile ai casi di violazione della normativa europea. Le sanzioni amministrative oggetto del Regolamento si applicano a chiunque fabbrica, produce, trasforma, importa ed immette sul mercato materiali ed oggetti a contatto con gli alimenti, disciplinati dalla normativa europea precedentemente indicata.

Nello specifico, le sanzioni introdotte sono molteplici, sempre “salvo che il fatto costituisca reato”:

·        Art. 11: nel caso delle violazioni di lieve entità, che siano ritenute tali in relazione alle modalità della condotta e all’esiguità del danno o del pericolo, l’organo competente all’accertamento procede con l’invio al trasgressore di una diffida, con la finalità di regolarizzare le violazioni e di eliminare o attenuare le eventuali conseguenze. In caso di ottemperanza, secondo i termini della diffida stessa, si ha l’estinzione del relativo illecito, mentre nel caso di mancata ottemperanza si procede con la procedura finalizzata all’erogazione della sanzione.

·        Artt. 2-5: gli articoli in questione riguardano il Reg. CE n.1935/2004, per violazione ai requisiti generali dell’articolo 3 (trasferimento di componenti che costituiscano un pericolo per la salute umana o un deterioramento delle qualità organolettiche). Le sanzioni, in questo caso, vanno dai 1.500 euro agli 80.000 euro; per la violazione dell’obbligo di comunicazione alla Commissione di nuove rilevanze scientifiche circa la sostanza autorizzata che possano influire sulla salute umana (da 10.000 euro a 30.000 euro); per la violazione degli obblighi relativi all’etichettatura (da 1.500 euro a 15.000 euro); per la violazione degli obblighi inerenti alla rintracciabilità previsti dall’articolo 17, le sanzioni possono arrivare fino a 60.000 euro.

·        Art. 6: l’articolo riguarda le violazioni degli obblighi imposti dal Reg. CE n. 2023/2006, in materia di buone pratiche di fabbricazione. Per la mancata istituzione di un efficace sistema di assicurazione della qualità o di un efficace sistema di controllo della qualità le sanzioni vanno da 4.000 euro a 30.000 euro; per la mancata predisposizione e conservazione di adeguata documentazione o per mancata consegna alle autorità richiedenti le sanzioni vanno da 2.500 euro a 25.000 euro.

·        Art 7: riguarda le violazioni degli obblighi imposti dal Reg. CE n. 450/2009 sui materiali attivi e intelligenti (casi di induzione in errore del consumatore, di circolazione di materiali inadeguati, di etichettatura irregolare), con sanzioni fino a 40.000 euro.

·        Art. 8: vengono sanzionati i casi di non conformità ai molteplici requisiti imposti dal Reg. UE n. 10/2011, con il pagamento di sanzioni che possono andare da 6.000 euro a 60.000 euro. Nel caso specifico della mancanza dei requisiti relativi alla dichiarazione di conformità ed alla documentazione, la sanzione è di 1.500 euro sino ad un massimo di 15.000 euro.

·        Art. 9: riguarda le violazioni al Reg. CE n. 282/2008, con sanzioni da 6.000 euro a 60.000 euro, e la sanzione accessoria della sospensione dell’attività sino a sei mesi. Si dichiara anche che, nei casi più gravi, l’autorità può chiedere alla Commissione la revoca dell’autorizzazione. Medesima sanzione pecuniaria, ridotta della metà, è prevista nel caso di mancato rispetto delle restrizioni o condizioni stabilite nell’autorizzazione, insieme alla sospensione dell’attività sino a quattro mesi e la richiesta di revoca alla Commissione.

·        Art. 10: l’articolo riguarda la violazione dei divieti imposti dal Reg. CE n. 1895/2005 (i BADGE non devono essere rilasciati in misura superiore ai limiti indicati nell’All. I; il BFDGE e i NOGE non possono essere utilizzati né essere presenti). In questo caso le sanzioni vanno da 6.000 a 60.000 euro. Qualora manchi la dichiarazione scritta per i materiali ed oggetti contenenti BADGE o suoi derivati, la sanzione pecuniaria va da 5.000 euro a 15.000 euro.

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